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Semplice ho sempre pensato al videogame come qualcosa di più che ad un semplice gioco.
Premetto che di Clancy ho letto solo gli Splinter Cell di libri, sono idee sue di base, anche se sviluppate da altri, ma fatto sta che questo dimostra effettivamente che il mio pensiero è corretto.
Non voglio mettere in paragone la profondità di alcuni libri con videogames, ma in tempi relativamente recenti mi sono scontrato con videogame che mi hanno lasciato sensazioni, siano esse positive e negative. Come in un film, anche un videogame può trasmettere questo.
Se uno scrittore come lui ha deciso di fare un videogioco quale Splinter Cell e integrarlo con dei libri, al di là del fattore commerciale, credo che comunque non siano poi tanto "commerciali" perché li ho letti quasi tutti (mi manca solo "Splinter Cell: Barracuda") e devo dire che mi sono commosso veramente nel capitolo quarto del primo libro ("Splinter Cell: i signori del fuoco") e verso metà del quarto ("Splinter Cell: Polonio 210").
Secondo me così Tom Clancy ha dimostrato che un videogame può essere veramente un modo per poter riflettere. Anche se videoludicamente parlando si ritrova spesso in competizione con Metal Gear Solid di Hideo Kojima, bisogna dire che quest'ultimo sicuramente straccia Splinter Cell come videogame in quando profondità di trama. Anche se in vita mia ho apprezzato molto Metal Gear Solid proprio perché i personaggi e la trama erano bn costruiti, sicuramente Splinter Cell a dispetto di altri videogame americani ha in più che i personaggi hanno un'introspezione psicologica anche ben fatta, i libri possono anche integrare sicuramente la trama del gioco, ma lo trovo un modo originale per poter integrare un videogame. Di solito sono esistiti videogames tratti da libri, ma mai il contrario.
Ecco perché trovo che Clancy abbia avuto belle idee!